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La top 10 del 2011 (c’è anche Lui)

08 dicembre 2011

Chiusura anno, soliti bilanci e classifiche.
Se Time lancia la propria, sui peggiori del 2011, con il nostro ex Presidente (ma com’è che si chiamava?) che svetta in alto come non mai, anche noi vogliamo proporre la lista dei dieci “peggiori” dell’anno. Già preannuncio ben piazzati molti esponenti della nostra scema politica.
“Scena”, scusate (devo abituarmi ad usare il correttore su questa piattaforma).

E cominciamo:

10 – Mario Monti. Solo perché io il Salvatore della Patria lo immaginavo tipo Robin Hood, che prendesse ai ricchi per dare ai poveri e non viceversa. Ma forse ricordo male, maledetti remake Disney.
9 – Elsa Fornero. Con le sue lacrime l’Italia ha scoperto che anche la politica ha un cuore. L’avrà preso a qualche pensionato.
8 – Papa Benedetto (+ numeri romani). Che qualcuno gli faccia presente che abiterà pure in uno Stato estero ma le sue proprietà stanno sul suolo italiano e continuare a fischiettare facendo finta di niente circa l’ICI non è più una cosa piacevole. Fischiettare roba da Reichsmusiktage, tra l’altro.
7 – Giampiero Gasperini. Ha usato la carta di credito RAI per pagare tutto e tutti. Ha creato un TG di regime, e affondato gli ascolti della rete ammiraglia. Ah, scusate, quello è Minzolini. Comunque Gasperini non ci ha messo un nota all’Inter.
6 – Stefania Di Francesco. La mia vicina di casa. Niente, non me l’ha data.
5 – Sergio Marchionne. Uscito da Confindustria, chiuso stabilimenti, licenziato centinaia di lavoratori, minaccia ora di trasferire tutto altrove. Credo sia stato stuprato anni fa da un metalmeccanico di Arese dentro una Duna, altrimenti non si spiega.
4 – Gheddafi. Ce l’avevo al Fantacalcio, cazzo!
3 – Il gestore della Buvette del Senato. Ho sognato di aprire al pubblico la possibilità di pasteggiare a salmone e filetto a cinquanta centesimi: migliaia di persone che si ingozzavano a prezzi politici e lui, incatenato, fallire come un imprenditore qualunque.
2 – Silvio Berlusconi. Silvio Berlusconi.
1 – Lo spread. Mi ha costretto a sentirlo nominare dal mio fruttivendolo, che ha difficoltà persino con la congiuzione “e” e nel riconoscere forme elementari. E’ lui, il peggiore del 2011. Lo spread, dico, non il mio fruttivendolo.

 

UomoMordeCane

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